Incontro


Incontro

Era un giorno di autunno di qualche tempo fa quando il destino aveva deciso che avrei conosciuto quella che, secondo la biologia, era la mia vera madre.

Avevo deciso io di incontrarla o era stata lei? La mente era aggrovigliata, non conteneva né immagini né sequenze temporali.

Mentre il cuore strepitava come se volesse scoppiarmi dentro, si è avvicinata chiamandomi con il nome che mi aveva dato e il suo goffo abbraccio non mi ha riscaldata.

Davanti a me c’era la donna che tanto avevo pensato e che per tante notti aveva agitato i miei sogni, di cui non avevo nessun ricordo e nessuna immagine, se non quella della foto piccina sottratta dal portafoglio di mio padre.

La bellezza di un tempo, se mai c’era stata, non è affiorata che per un istante in uno sguardo languido carico forse di nostalgia.

Ha proferito parole che si sono confuse nel vento e, dopo un tempo imprecisato, si è voltata senza dire niente.

Le lacrime avevano soffocato parole di commiato, di rimpianto o di implorazione: le sue e le mie.

Ho seguito con la coda dell’occhio la sua sagoma stanca dileguarsi nell’ ombra.

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