Due respiri ancora
Rimanevano pochi istanti prima che si spegnesse, la sua vita era scappata via come un treno e lui l’aveva guardata dal finestrino, ed ora, era al capolinea.
Si rendeva conto di non essere riuscito ad afferrare tutti quei meravigliosi momenti che avevano caratterizzato la sua vita, era stato tutto troppo veloce, luci, prati, case, alberi, sì, solo la corsa di un treno poteva rappresentare quello che aveva vissuto e aveva perso irrimediabilmente.
Sentì il rumore di ferraglia degli scambi delle rotaie, tutto sembrava più nitido, tutto più semplice da comprendere, tutto molto più lento.
Ebbe un sussulto, si alzò di scatto dal sedile di legno, poi, sentì una mano sulla sua spalla, era Lei.
“Sei pronto?”
Non si girò, rimase fermo davanti al finestrino, cercando di carpire le ultime cose che riusciva a vedere; una mamma con un bambino stava camminando verso la stazione, il bimbo la tirava, sembrò averlo visto da dietro al finestrino, la mamma si lasciava tirare mentre con l’altra mano trascinava una grande valigia con le rotelle.
“Allora vieni?”
Cercò di guardare ancora verso quel bimbo, come se volesse prendersi un po’ della sua vita, ma il vetro glielo impedì.
“Non sei ancora pronto vero?”
Si allontanò dal vetro e cercando di usarlo come uno specchio lasciò che i suoi occhi scivolassero intorno alla sua figura, ma dietro di sé non vide nulla.
Sentì il peso della mano sulla sua spalla ora più deciso, profondo, sembrò entrargli nel cuore.
“Lasciami!”
“Non posso”
“Dammi ancora due respiri, voglio assaggiare l’aria di quei gelsomini laggiù” proseguì indicando con un cenno della testa un muro invaso da fiorellini bianchi.
“Hai avuto tutta una vita per farlo, e non hai mai trovato un momento, ed ora che sei giunto al traguardo vuoi tornare indietro e, magari, ricominciare da capo? È tardi, andiamo”
“Lasciami respirare ancora un po’, voglio sentire il soffio dell’aria entrare nelle narici e poi dentro i polmoni ancora una volta e una volta e una volta ancora, ti prego ”
“Sei morto, ora”
Si girò di scatto, lei lo baciò in bocca, sentì un profumo di fiori, vide dei colori, poi, una luce, si girò di nuovo e vide dal basso sua madre ridere felice con la valigia che le rotolava dietro.
